Cartagine romana e tardoantica

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Ventiquattro anni dopo la distruzione della città punica da parte di Scipione Emiliano, Caio Gracco con seimila coloni tentò, senza fortuna, di rifondare la città sulle rovine dell'insediamento punico. Una colonia cesariana, di cui esistono debolissime tracce archeologiche, occupò poi parte dell'antica area urbana punica. La fondazione ufficiale della nuova colonia (Colonia Iulia Concordia Karthago) avvenne nel 29 a.C., in pieno periodo augusteo. La nuova Cartagine, divenuta nel corso del II e III secolo d.C. una delle più grandi metropoli dell'impero, cadde in mano dei Vandali nel 439 d. C.: questa data segnò l'inizio di un lento declino, anche se la vita della città (divenuta capitale vandalica) continuò, con una certa vivacità, specie in alcuni settori più vicini al mare. L'Autore del presente volume ripercorre questa storia millenaria attraverso lo studio dei resti archeologici e dei vari impianti urbanistici che si susseguirono sul luogo dell'insediamento cartaginese, uno dei più antichi e dei più longevi di tutto il bacino del Mediterraneo. Con l'aiuto di un ricco apparato illustrativo, Giovanni Di Stefano studia lo sviluppo ed i mutamenti avvenuti nell'impianto cittadino, sia nel settore pubblico che privato, in ambito commerciale (le notevolissime strutture del porto), amministrativo e religioso: attraverso questi aggiunge nuovi dati alla conoscenza della società e dell'economia cartaginesi, che rivelano una sorprendente vitalità fino all'epoca tardoantica.show more

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